
"Cerrimedioatutto"
Etichetta
GOLDEN
JAZZ

Catalogo
N°
G CD J 1950
Produzione esecutiva
Massimo Monti
Musicisti Associati Produzioni
M.A.P.
Edizioni
Musicali
Musicisti Associati Produzioni
M.A.P.
Distribuzione
M.A.P.
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Di
sicuro è una autobiografia questo “Cerrimedioatutto” col quale Franco
Cerri festeggia i suoi felici e prolifici 85 anni, ma preferisco
definirlo un mosaico di vecchie e nuove emozioni visto che Franco
ha ripescato alcune sue“antiche”incisioni, cariche di ricordi, di
sentimenti, di gioie alle quali il tempo ha dato colori sfumati
che ben si addicono alla tenera eleganza che è stata da sempre la
sua sigla musicale. Sedici registrazioni che ad una lettura complessiva
sembrano non rivelare le date: composizioni del passato e di oggi
si fondono e danno luogo ad un unico linguaggio che stempera le
sue parole lungo un arco di tempo infinito, in una sorta di aurea
atemporalità che mostra, insieme, il chitarrista con le sue preziosità
stilistiche e il compositore con le sue sofisticate invenzioni.
Si comincia con “Cerrimedio” che risale agli anni del 1980 e che
ha Stefano al basso e i ricordi si ammassano dolenti per quel percorso
spezzato. Qui Franco non ha fatto altro che aggiungere delle voci:
il tema è proposto da Franco con dolcezza, sottolineato dal basso
di Stefano. La composizione è semplice ma già declina l’eleganza
del chitarrista: poche note, profonde, suoni che sembrano cavati
non solo dalle corde ma dall’anima e così la musica assume la dimensione
di un racconto fantastico. È anche il senso dell’onirico che coinvolge
l’ascoltatore. Si avverte nella musica di Franco, intendo il compositore,
una sorta di sogno che sembra non dividersi, si passa da un tema
all’altro come se fantasia e realtà riuscissero a fondersi per creare
una tempera che scolora la sua vita, che la racconta attraverso
cento diverse sfumature, che ne raccoglie il respiro e lo fa suono.
Più complessi sono il giro armonico e la tematica di “Partnerschaft”
che viene dagli anni del 1960. In questo caso il racconto si esplicita
anche grazie al suono robusto dei fiati e mi piace pensare a Freddie
Green che sottolineava le dinamiche dell’orchestra di Count Basie,
ma poi Franco si svincola, suona in chord melody, ovvero accordi
e melodia usati in modo simultaneo rispolverando il passato e proponendolo
come futuro. Alcuni titoli coprono antiche ironie:“Flay”per esempio,
che all’origine si chiamava“Moses Ballad”oppure“L’isola”, “Ciononostante
sono un assiduo bagnante” o ancora “Tonsambaris” che sta per “Samba
per la Ariston” oppure un “Deep in you” che ci consente di riscoprire
la voce di Bunny Foy che canta senza parole con notevole intensità.
Anche questo cercarsi negli anni della gioventù mi sembra importante.
Affiora il senso proustiano della ricerca di se quasi per rendere
evidente il percorso poetico, per arrivare al presente, con “Foxology”
o con “L’attesa” lungo la scala di una poesia mai interrotta, un
lessico colmo insieme di nostalgie e di speranze, un modo inatteso,
sempre sorprendente, di stupire, di tenere agganciata l’attenzione
di chi ascolta attraverso sfumature diverse, quelle dei sentimenti
subito sciolti nella sua quieta ironia. E si finisce con “Framastemi”,
ovvero Franco, Marion, Stefano e Nicola, Marion, la sua compagna,
Stefano e Nicola i figli, in tenero simbolico quartetto, anche loro
musica, anche loro chiusi nella lucente poesia di una chitarra che
ha attraversato il secolo del jazz, ascoltando i grandi da Charlie
Christian a Barney Kessel a Jim Hall, da tutti prendendo qualche
scheggia di suono per poi rimodellarlo nel suono e nella poesia
di Franco Cerri.
Vittorio Franchini
Franco Cerri’s “Cerrimedioatutto” is an autobiography, no doubt
about that, but my definition for it would be a mosaic of old and
new emotions, since Franco revived some of his‘old’tracks, full
of memories, of feelings, of joys, the colours of which have blurred
with time, fitting in with that soft elegance which has always been
his musical signature. Sixteen tracks which do not reveal their
age, all in all; today’s and yesterday’s compositions blend together,
creating a common language that dilutes its own words in an unlimited
time, a kind of superb atemporality showing both the preciosity
of style of the guitarist and the sophisticated inventions of the
composer at the same time. It all begins with “Cerrimedio” from
the eighties, with Stefano at the bass guitar, and painful memories
of that broken path come to life again. Here Franco just added voices:
the theme is suggested with sweetness, and it is higlighted by Stefano’s
bass. This composition is simple, but it shows the elegance of the
guitarist: few deep notes, sounds which do not come only from the
strings, but also from the soul, turning music into a fantasy tale.
A dreamlike feeling makes the listener get involved. You can actually
feel in Franco’s music some sort of continuous dream, passing from
a theme to the other as if imagination and reality could blend to
create a distemper which discolours his life, narrating it in a
hundred different hues, catching breath and turning it into sound.
The chord progression and the theme of “Partnerschaft”, a song from
1960, are more complex. Here the tale unfolds also through the robust
sound of wind instruments, and I would think of Freddie Green, who
highlighted the dynamics of the Count Basie orchestra, but then
Franco breaks free, playing in chord melody, that is, using chords
and melody at the same time, drawing from the past and leading to
the future. Some of the titles are reminescent of old irony: “Flay”,
for instance, which was originally “Moses Ballad”, or “L’isola”‘(
The Isle’), “Ciononostante sono un assiduo bagnante”‘ (Nevertheless,
I’m a regular bather’), and also “Tonsambaris”, which stands for
“Samba per la Ariston” ‘( Samba for the Ariston’), or “Deep in You”,
which makes us rediscover the voice of Bunny Foy, singing without
words but with great intensity. It appears to me that looking back
to his youth is important. A Proustian sense of the search of the
self is evident, almost as if he wanted to make his poetic journey
explicit, getting to the present with “Foxology” or “L’attesa”,
along the scale of continuous poetry, with a lexicon full of nostalgia
and hope at the same time, an unpredictable way of surprising and
of drawing the attention of the listener though different nuances
of feelings, diluted in his quiet irony. At the end,“Framastemi”,
i.e. Franco, Marion (his partner), Stefano and Nicola (his children),
in a tender symbolic quartet, all wrapped up in the shining poetry
of a guitar which has passed through the century of jazz, listening
to the bigs, from Charlie Christian to Barney Kessel and Jim Hall,
taking some splinters of sound from all of them and remodelling
it into the sound and poetry of Franco Cerri.
Vittorio Franchini
Registrato negli studi M.A.P. di Milano, marzo 2011.
Franco Cerri chitarra
Simone Grassi vocalist
Massimo Caracca batteria
Mercedes Masha Casali vocalist
Gianni Cazzola batteria
Alberto Gurrisi tastiere, organo, pianoforte
Alex Orciari contrabbasso
Gianluca Barbaro flauto dolce
Masterizzazione Enzo Camporeale
Foto in copertina Andrea Angeli
Fotoritocco Maurizio Russo
Un
breve accenno ... del nuovo CD ... "buon ascolto"
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0.1 Cerrimedio
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, basso elettrico Stefano Cerri, contrabbasso
Lucio Terzano, batteria Tony, Arco, voce Mercedes Casali e
Simone Grassi
4.09
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02. Partita
a tre
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, organo Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, batteria Massimo Caracca
4.43 |
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03. Giovia
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, basso elettrico Stefano Cerri, contrabbasso
Lucio Terzano, batteria Tony Arco, voce Mercedes Casali e
Simone Grassi, sassofono Riccardo Luppi, tromba Massimo Caracca
4.46
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04. L’isola
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri e Angelo Arienti, contrabbasso Marco
Ratti, batteria Giancarlo Pillot, flauto Gianluca Barbaro
3.09 |
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05. Fly
Testo di Kjerstin Engo, musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, organo Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, batteria Massimo Caracca, voce Mercedes Casali
3.34
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06. Se
mi vuoi
Testo di Giorgio Calabrese, musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, organo Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, batteria Massimo Caracca, pianoforte Alberto
Gurrisi, voce Simone Grassi
2.48
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07. Partnerschaft
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, trombone Martin Dietrich, contrabbasso
Marco Vaggi, batteria Alfredo Golino
3.14
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08. 8.
L’attesa
Testo di Veronica Vismara, musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, organo Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, batteria Massimo Caracca, voce Mercedes Casali
4.13
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09. Foxology
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, organo Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, batteria Massimo Caracca
6.41
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10. Deep
in you
Testo di Veronica Vismara, musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri e Stefano Cerri, voce Bunnie Foy
3.02
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11. Nannerl
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri e Stefano Cerri, batteria Paolo Pellegatti,
flauto Gianluca Barbaro, voce Mercedes Casali
2.55 |
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12. Leggenda
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri e Angelo Arienti, contrabbasso Marco
Ratti, batteria Giancarlo Pillot, flauto Gianluca Barbaro
3.25
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13. Racconto
Testo di Vito Pallavicini, musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, organo Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, voce Mercedes Casali, batteria Gianni Cazzola
4.25
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14. Tonsambaris
Musiche di Franco Cerri, arrangiamenti Pocho Gatti
Solista Franco Cerri
2.19
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15. Stazione
Termini
Testo di Alberto Testa, musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, organo Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, batteria Massimo Caracca, voce Mercedes Casali
2.37
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16. Il
Blues dei Framasteni
Musiche di Franco Cerri
Chitarra Franco Cerri, pianoforte Alberto Gurrisi, contrabbasso
Alex Orciari, flauto Gianluca Barbaro
3.45
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N O V I T A'
LP - 33 giri
E' ACQUISTABILE OLTRE AL CD
ANCHE LA VERSIONE SU VINILE
PROMOZIONALE
€uro 15,00
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